Fattori che alterano AGNI – Parte I°

Fattori che alterano AGNI – Parte I°

In questo articolo cominceremo a prendere in considerazione i fattori che alterano il nostro fuoco digestivo. Essi sono:

  • Digiunare
  • Mangiare troppo
  • Mangiare prima che il pasto precedente sia stato completamente digerito
  • Mangiare in modo irregolare
  • Mangiare cibo non salutare e non sano
  • Sopprimere i bisogni naturali
  • Imperfetto adattamento a luogo, clima, stagione
  • Emozioni come rabbia , preoccupazioni, tristezza

In tutte queste condizioni Agni diventa incapace di digerire anche il cibo leggero, che diventa come veleno.

Hai mai vissuto anche solo una di queste situazioni?

E come ti sei sentita?

Analizziamo nel dettaglio i primi due fattori.

1.Digiuno

Così come il fuoco si spegne se non si aggiunge legna al focolare, anche se non ci si alimenta adeguatamente il fuoco digestivo si ridurrà. Infatti si dice “Agni viene alimentato dal cibo e dalle bevande; senza questi si riduce”.

Quindi il digiuno completo viene sconsigliato dall’ayurveda, se non sotto stretto controllo medico.

Si può invece effettuare un giorno la settimana una dieta liquida, preferibilmente calda, che mette Agni nella condizione di riposare, soprattutto se il giorno precedente si è fatta un’indigestione.

2.Eccessiva assunzione di cibo

Anche quando siamo soddisfatti andiamo avanti a mangiare. Siamo pieni ma se ci chiedono se vogliamo il dolce, lo mangiamo. La tendenza dell’essere umano è questa.

Se è saltuario non crea problemi. Se facciamo un errore occasionalmente il nostro corpo è in grado di correggere l’errore perché è intelligente ed è dotato di un meccanismo di riequilibrio. Quello di cui stiamo parlando è un comportamento abituale.

L’ayurveda dice che non vi è guarigione completa possibile dalla malattia se non si modifica la dieta.

L’uomo spesso mangia per convenzione. La base del sedersi a tavola dovrebbe essere invece il sentire fame, ascoltare il proprio corpo e il mondo che lo circonda.

Se abbiamo appetito il corpo è pronto per ricevere il cibo e digerirlo in modo corretto, per scegliere in modo naturale ciò che ci fa bene ed escludere ciò che contribuisce a generare malattia e squilibrio. Se mangiamo con appetito siamo in grado di trasformare il cibo in ciò che siamo, cioè tessuti e organi.

Teniamo presente che il nostro stomaco, per digerire correttamente, dovrebbe essere riempito per 1/3 da cibo solido, per 1/3 da liquido e per 1/3 da spazio, per permettere la giusta miscelazione dei vari componenti. Per rieducare mente e corpo e armonizzarli dobbiamo mettere una mano sullo stomaco e chiederci se lì dove abbiamo la mano abbiamo fame.

Dobbiamo tornare ad ascoltarci e a fidarci delle nostre sensazioni.

C’è fame? Mangiamo.

Non c’è fame, non mangiamo.

Ce ne è poca? Mangiamo poco.

Questa semplice regola è preziosissima ed è uno degli elementi mancanti nella dietetica, che enfatizza il ruolo del cibo e si scorda completamente di che deve digerire quel cibo.

Cosa ne pensi?

Scrivilo qui sotto.

Nei prossimi articoli approfondiremo gli altri punti.

Articolo per Olis a cura della Dottoressa Manuela Serrentino, medico esperta in Ayurveda.



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